È possibile migliorare? Si nasce intelligenti, stupidi o mediocri o possiamo migliorare? Cosa dicono gli psicologi e la scienza?
Un libro semplice da leggere per approfondire questo argomento è il testo: “Mindset. Cambiare forma mentis per raggiungere il successo”.
È un libro scritto da Carol S. Dweck che esplora il concetto di mindset e il suo impatto sul successo personale e professionale. Dweck sostiene l’esistenza di due tipi di mindset: statico e dinamico. Nel mindset statico , le persone credono che le loro abilità siano innate e immutabili, mentre nel mindset dinamico credono che il loro potenziale possa essere sviluppato attraverso sforzi, apprendimento e perseveranza.
Diversi studi hanno dimostrato che le persone con un mindset statico ottengono meno risultati delle persone con un mindset dinamico, oltre ad essere più vulnerabili all’ansia e alla depressione.
Che caratteristiche hanno le persone con un mindset statico?
- Evitamento delle sfide: Le persone con mindset fisso tendono a evitare situazioni che potrebbero mettere in discussione le loro abilità innate, poiché temono il fallimento.
- Reazioni negative al feedback critico: Coloro con mindset fisso possono percepire il feedback critico come una minaccia alla propria competenza, reagendo con resistenza o sfiducia.
- Limitazioni nell’impegno: Individui con mindset fisso potrebbero non impegnarsi completamente in attività che ritengono al di là delle loro abilità innate, poiché credono che il successo debba venire facilmente, essendo l’intelligenza innata.
- Senso di svalutazione personale: Le persone con mindset fisso possono sperimentare una minore stima di sé quando affrontano sfide difficili o incontrano fallimenti, attribuendo tali situazioni a una mancanza di abilità intrinseche.
- Persistenza limitata dopo il fallimento: Chi ha un mindset fisso potrebbe essere incline ad arrendersi più facilmente dopo un fallimento, considerando l’insuccesso come un indicatore della loro incapacità invece che come un’opportunità di apprendimento.
- Fissazione sul successo immediato: Il mindset fisso spinge le persone a cercare successi immediati e ad evitarne l’assenza, poiché collegano il proprio valore personale al raggiungimento facile di obiettivi.
Tutte queste caratteristiche ruotano intorno ad un’assunzione fondamentale rispetto all’intelligenza. L’intelligenza è innata.
Cosa vuol dire questo?
- L’intelligenza è fissa e immutabile: Una persona con mindset statico tende a credere che l’intelligenza sia un tratto intrinseco e immutabile, determinato principalmente dalla genetica o dalle capacità innate.
- Paura del giudizio: Chi ha un mindset fisso potrebbe temere il giudizio degli altri basato sulle proprie abilità intellettuali, poiché percepisce l’intelligenza come una caratteristica stabile che non può essere migliorata.
- Evitamento delle sfide intellettuali: Una persona con mindset statico potrebbe evitare attività che richiedono sforzo intellettuale, preferendo rimanere in ambiti in cui si sente sicura delle proprie capacità preesistenti.
- Successo come conferma di intelligenza: La ricerca costante del successo può essere guidata dalla volontà di confermare e mantenere l’immagine di un’intelligenza fissa, cercando situazioni in cui è più facile brillare.
- Fallimenti come minacce personali: Il fallimento può essere interpretato come un segno di mancanza di intelligenza, portando a sentimenti di insicurezza e minore autostima.
- Risposta difensiva al feedback critico: Una persona con mindset statico può reagire difensivamente al feedback critico, percependolo come un attacco alla propria intelligenza piuttosto che come un’opportunità di apprendimento.
Al contrario le persone che non credono che l’intelligenza sia innata pensano di poter migliorare, non solo come acquisizione di nuove conoscenze ma come miglioramento delle proprie capacità.
Che implicazioni ha pensare che l’intelligenza sia migliorabile?
- L’intelligenza è suscettibile di sviluppo: Individui con mindset dinamico credono che l’intelligenza possa essere sviluppata attraverso sforzi, apprendimento e perseveranza nel tempo.
- Sfide come opportunità di crescita: Per chi ha un mindset dinamico, le sfide sono viste come opportunità di apprendimento e miglioramento piuttosto che come minacce alla propria intelligenza.
- Impegno continuo nell’apprendimento: Le persone con mindset dinamico sono propense a impegnarsi in attività che richiedono sforzo intellettuale, cercando costantemente nuove sfide per espandere le proprie capacità.
- Successi come risultato dell’impegno: Il successo è attribuito all’impegno costante e alla dedizione all’apprendimento, piuttosto che a un’intelligenza innata.
- Fallimenti come opportunità di apprendimento: Chi ha un mindset dinamico interpreta i fallimenti come parte integrante del processo di apprendimento, utilizzandoli per identificare aree di miglioramento e crescita.
- Apertura al feedback critico: Le persone con mindset dinamico accettano il feedback critico come una fonte preziosa per migliorare le proprie abilità, senza percepirlo come una minaccia alla loro intelligenza.
A questo punto si potrebbe obbiettare che queste sono solo opinioni personali.
Dai un’occhiata all’infografica sottostante e scorri per sapere cosa ne pensa la scienza.

Cosa ne pensa la scienza?
La scienza supporta l’idea che l’intelligenza sia migliorabile, concetto noto come “plasticità cerebrale” o “neuroplasticità”. Gli studi hanno dimostrato che il cervello è in grado di adattarsi, cambiare e svilupparsi in risposta all’esperienza e all’apprendimento.
Diversi autori tra cui psicologi, e neuroscienziati hanno condotto numerose ricerche ed elaborato teorie interessanti in merito. Tendenzialmente il mondo scientifico si sta muovendo verso questa risposta.
Tra gli autori oltre la Dweck troviamo:
- Ericsson, Krampe e Tesch-Römer: autori di pubblicazioni come “The role of deliberate practice in the acquisition of expert performance” in cui emerge che molte caratteristiche che una volta si credeva riflettessero un talento innato sono in realtà il risultato di una pratica intensa prolungata per un minimo di 10 anni. L’analisi delle prestazioni degli esperti fornisce prove uniche sul potenziale e sui limiti dell’adattamento e dell’apprendimento ambientale estremo.
- Michael Merzenich: Neuroscienziato pioniere nel campo della neuroplasticità, Merzenich ha evidenziato come l’attività cerebrale e l’apprendimento possano modificare la struttura e la funzione del cervello.
- Daniel J. Siegel: psichiatra, neuroscienziato e autore di diversi libri sull’integrazione mente-corpo, è noto per abbracciare il concetto di plasticità neuronale. Siegel riconosce la capacità dinamica del cervello di cambiare la sua struttura e funzione in risposta all’esperienza e all’apprendimento. In particolare, Siegel ha contribuito allo sviluppo del campo della “neurobiologia interpersonale” e ha sottolineato l’importanza delle relazioni sociali nella modellazione della neuroplasticità. Nel suo lavoro, evidenzia come le interazioni sociali e le esperienze relazionali possano influire sulla formazione dei circuiti cerebrali e sulla plasticità neuronale.
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