Dopo averci pensato un po’ su hai deciso di prenotare una seduta dallo psicologo ed ora ti domandi che cosa succederà. Oppure vorresti prenotare ma ancora non ti sei deciso/a e hai un po’ di paura perché non sai cosa aspettarti.
Allora se la tua domanda è “cosa succede dallo psicologo durante la prima seduta?” questo è il posto giusto.
Premesso che ogni professionista imposta la seduta in base al suo approccio e al suo modo di essere, ci sono sicuramente dei punti in comune.
La prima seduta, che sia gratuita o a pagamento, serve per capire che tipo di problema stai cercando di risolvere.
Il professionista è tenuto ad occuparsi solo di situazioni che per esperienza o formazione è in grado di gestire e ha tutte le competenze e gli strumenti per farlo. Questo in base al nostro codice deontologico.
Inoltre ha bisogno di capire che persona ha davanti e avere un’idea globale, non solo del problema da risolvere, ma anche del mondo che circonda il nuovo paziente e della sua storia personale.
La tua prima seduta potrebbe essere in studio oppure online. Possiamo dire che gli obbiettivi sono gli stessi. Con alcune piccole differenze per le sedute online che vedremo più avanti.
All’ingresso:
Molto semplicemente riceverai il benvenuto dal professionista, ti chiederà come da rito se hai trovato facilmente lo studio e ti inviterà a sederti. Se ti trovi due sedie tra cui scegliere ( come nel mio studio ) , niente paura! Non è un test! Abbiamo bisogno di due sedie per le sedute di coppia e non facciamo spostamenti ogni ora.
Inizio della seduta
A questo punto lo psicologo inizia a porti la prima domanda, tendenzialmente generica e aperta.
In genere si inizia dando del lei al paziente. Qualcuno mantiene il lei per tutta la durata della seduta e per tutta la durata del lavoro terapeutico fatto insieme. Altri invece passano al tu dopo aver chiesto ovviamente il consenso al paziente e se la situazione lo permette.
Io faccio parte della seconda categoria, motivo per cui credo che la prima domanda che faccio è “possiamo darci del tu?” .
Questo solo nel caso in cui l’età del paziente lo permette. Come neuropsicologa mi capita di lavorare con persone anziane. In questi casi mantengo il lei finché non sarà il paziente stesso che in modo naturale cerca il tu.
La domanda generica iniziale potrebbe essere “ qual è il motivo che l’ha spinta a iniziare un percorso di questo tipo?”.
Questa domanda viene fatta se al momento della prenotazione non abbiamo avuto nessun tipo di accenno alla situazione/problema.
Nel caso in cui la domanda sia nota al terapeuta potrebbe essere necessario partire da altro.
Ad esempio età, cosa fai nella vita, con chi abiti eccetera.
In genere si cerca di mettere a proprio agio il paziente, quindi si evitano le interviste con degli script. Ma potrebbe essere utile prendere nota di alcuni dati importanti. Quindi se vedi il professionista scrivere è probabile che stia segnando alcuni dati che possono essere utili e che non riuscirebbe a tenere in memoria.
In alcuni casi, come la neuropsicologia clinica ci sono dati anamnestici da chiedere. Nel caso di una consulenza psicologica questi dati sono meno importanti e vengono ottenuti gradualmente.
Cosa chiederà e cosa è importante dire?
Come accennato sopra le domande possono essere aperte e generiche lasciando spazio a quello che il paziente a piacere o sente di voler condividere di se stesso in quel momento. Oppure possono essere più specifiche, ma comunque riguardanti la tua vita affettiva, lavorativa ecc.
Non ci sono cose più o meno importanti. Ed è impossibile riuscire a dire tutto in una prima seduta.
Le cose importanti le chiederà il professionista. Ti farà domande per orientarsi meglio nella definizione del problema. Sarà suo compito essere specifico dove lo ritiene opportuno.
Il numero delle domande dipende anche dallo stile comunicativo. Alcune pazienti hanno bisogno di essere stimolati a parlare. Altri contenuti.
La restituzione
Ad un certo punto il professionista farà il punto della situazione. Spiegherà se e come può aiutarti. Ti illustrerà il suo approccio e ti darà le informazioni utili per decidere se iniziare a lavorare insieme.
Se non lo ha fatto prima ti dirà la sua tariffa.
Ti consiglio di fare tutte le domande di cui ai bisogno proprio in questa fase.
Perché il professionista ha le idee più chiare e sa cosa rispondere.

Cosa faccio io di solito.
Mi piace conoscere il paziente a livello generale.
Il suo lavoro ( per gli adulti ), gli hobbies e interessi vari.
Alcune caratteristiche della famiglia di origine.
Faccio domande dettagliate sul problema proposto dal paziente per definire meglio la situazione.
Infine spiego che tipo di lavoro possiamo fare ( se sono in grado di aiutarlo ). Spiego che il lavoro più grande spetta al paziente stesso. Io sono lo strumento da utilizzare ma il cambiamento è un atto volontario che compie il paziente stesso.
Il setting che preferisco sono delle poltroncine senza tavolo in mezzo. No, niente lettino, io non lo uso.
Che differenze ci sono con la terapia online?
Tendenzialmente simile, ma con alcune variabili.
Il benvenuto si trasforma in un check degli strumenti e della connessione.
Il “ha trovato facilmente lo studio ?“ diventa.. “mi sente bene? Mi vede?”
Inoltre ci sono degli aspetti aggiuntivi da considerare, come il fatto che potrebbe vivere in un paese molto diverso e lontano da quello del terapeuta. Quindi puoi aspettarti alcune domande che cercano di capire il tessuto sociale e il luogo in cui vivi.
Adesso che ti ho spoilerato la prima seduta dallo psicologo puoi stare tranquillo/a e preparati senza ansie. Sarà una conversazione naturale e il professionista saprà come metterti a tuo agio.
Se vuoi prenotare la tua prima seduta gratuita clicca il link sottostante.