Dopo averci pensato a lungo, hai finalmente deciso di prenotare la tua prima seduta dallo psicologo. Oppure vorresti farlo, ma senti ancora un po’ di timore o incertezza perché non sai esattamente cosa aspettarti.
È una reazione assolutamente normale. L’ignoto fa sempre un po’ paura, soprattutto quando si tratta di aprire la propria sfera emotiva a un professionista mai visto prima.
Se ti stai chiedendo “Cosa succede davvero durante la prima seduta dallo psicologo?”, questo articolo è scritto appositamente per te. Premesso che ogni terapeuta ha il proprio stile e approccio, esistono alcune fasi e regole condivise che ti aiuteranno a vivere questo primo incontro con totale serenità.
Ecco di cosa parleremo in questo articolo
1.Cosa succede appena entro e mi siedo?
- Se la seduta è in studio
- Se la seduta è online
2.Darsi del “Tu” o del “Lei”?
3.Le prime domande: cosa ti chiederà lo psicologo?
- Quali argomenti affronteremo?
- Perché lo psicologo prende appunti?
4.Cosa è importante dire? Serve prepararsi un discorso?
5.La fase di restituzione: fare il punto della situazione
6.Risposte pratiche ai dubbi più frequenti (FAQ)
- Quanto dura la prima seduta?
- Le sedute dallo psicologo sono detraibili dalle tasse? (con info sul pagamento tracciabile)
- Le cose che racconto sono protette dalla privacy?
1. Cosa succede appena entro e mi siedo?
Accoglienza e primi minuti: rompere il ghiaccio
La prima seduta – che avvenga di persona in studio oppure online – ha un obiettivo fondamentale: capire il motivo per cui stai cercando aiuto e valutare insieme se posso esserti d’aiuto.
Se la seduta è in studio
All’ingresso ti darò il benvenuto e ti inviterò ad accomodarti.
Un piccolo segreto sullo studio: Se vedi due sedie tra cui scegliere, niente panico! Non è un test psicologico nascosto. Molto semplicemente, le due sedie servono per le sedute di coppia e non vengono spostate a ogni ora.
Il setting che preferisco prevede comode poltroncine l’una di fronte all’altra, senza tavoli o barriere nel mezzo. E no, non c’è alcun lettino: nel mio lavoro non lo uso!
Se la seduta è online
La fase di benvenuto si trasforma in un rapido check tecnico: “Mi sente e mi vede bene?”. Trattandosi di consulenza a distanza, faremo anche qualche domanda in più sul contesto geografico o sociale in cui vivi, per comprendere al meglio l’ambiente che ti circonda.
2. Darsi del “Tu” o del “Lei”?
Inizialmente è normale darsi del Lei, ma la modalità comunicativa varia a seconda del professionista e della persona che si ha davanti:
- Personalmente, se l’età e la situazione lo consentono, la mia primissima domanda è quasi sempre: “Possiamo darci del tu?”. Questo aiuta a sciogliere la tensione e a creare un clima di ascolto informale e collaborativo.
- In ambito neuropsicologico, quando lavoro con persone anziane, mantengo naturalmente il Lei, a meno che non sia il paziente stesso a chiedere una modalità più informale.
3. Le prime domande: cosa mi chiederà lo psicologo?
Dopo le presentazioni, si passa al cuore del colloquio. Se durante la prenotazione non abbiamo approfondito la motivazione, la domanda d’avvio sarà molto generica, ad esempio:
“Qual è il motivo principale che la porta qui oggi?” oppure “Cosa fa nella vita e come posso esserle utile?”.
Quali argomenti affronteremo?
- Vita generale: Lavoro, relazioni familiari, contesto affettivo, hobby e interessi.
- Il problema attuale: Dettagli sulle difficoltà o sui sintomi che stai vivendo in questo periodo.
- Dati anamnestici: Particolarmente rilevanti se si tratta di una valutazione neuropsicologica clinica, mentre in una consulenza psicologica generale vengono raccolti in modo più graduale.
Perché lo psicologo prende appunti?
Se mi vedi scrivere su un taccuino durante il colloquio, non ti preoccupare: non sto dando “voti” né giudizi. Raccolgo semplicemente le informazioni chiave e i dati importanti che non sarebbe possibile affidare solo alla memoria.
4. Cosa è importante dire? Serve prepararsi un discorso?
Assolutamente no, non serve preparare alcun discorso.
Non esistono cose “giuste” o “sbagliate” da dire, né argomenti più o meno importanti. È impossibile raccontare tutta la propria vita in un singolo colloquio, e non è questo lo scopo del primo incontro.
Sarà compito dello psicologo guidare la conversazione con delicatezza, adattando il ritmo alle tue esigenze:
- Se hai difficoltà a parlare o ti senti bloccato/a, verrai stimolato/a con domande aperte.
- Se invece senti il bisogno di esternare molto, lo psicologo ti aiuterà a riordinare i pensieri.
5. Cosa succede alla fine della seduta?
Verso la fine del colloquio si entra nella fase di restituzione. In questo momento:
- Facciamo il punto: Riassumo quanto emerso per assicurarmi di aver compreso bene la tua situazione.
- Trasparenza ed etica: Ti spiego il mio metodo di lavoro e se ho le competenze adatte per aiutarti (in base al Codice Deontologico, lo psicologo si occupa infatti solo di situazioni che è qualificato a gestire).
- Pianificazione: Ti fornisco tutte le informazioni pratiche (modalità, frequenza e tariffa) per decidere in totale libertà se iniziare un percorso insieme.
Ricorda: Lo psicologo è uno strumento guidato dalla sua formazione, ma il vero motore del cambiamento è la tua volontà di metterti in gioco.

6. Risposte pratiche ai dubbi più frequenti (FAQ)
Quanto dura la prima seduta?
Un colloquio individuale dura mediamente tra i 45 e i 50 minuti. È il tempo ideale per inquadrare la domanda iniziale e chiarire i dubbi senza affaticarti.
Le sedute dallo psicologo sono detraibili dalle tasse?
Sì. Le prestazioni rese da psicologi iscritti all’Albo sono spese sanitarie e possono essere detratte dalla dichiarazione dei redditi (730 / Modello Redditi) nella misura del 19%, a condizione che il pagamento avvenga con metodi tracciabili (bonifico, carta, POS).
Le cose che racconto sono protette dalla privacy?
Assolutamente sì. Tutto ciò che viene detto durante la seduta è rigorosamente tutelato dal segreto professionale (Art. 11 del Codice Deontologico degli Psicologi Italiani) e dalle normative vigenti sulla protezione dei dati (GDPR).
Aspetti burocratici: il Consenso Informato e la Privacy
Prima di iniziare il colloquio vero e proprio (o al momento della prenotazione se la seduta è online), ti verrà chiesto di prendere visione e firmare il Consenso Informato e la documentazione sulla Privacy.
Niente timori: si tratta di una procedura tutelante prevista per legge e dal Codice Deontologico. In questo modulo trovi descritto in modo trasparente:
- Come si svolge il servizio e quali sono le regole della consulenza;
- La garanzia della riservatezza e la protezione dei tuoi dati personali e sanitari (GDPR);
- La tua totale libertà di interrompere il percorso in qualsiasi momento.
Nelle consulenze online, la firma di questi moduli avviene comodamente in formato digitale prima dell’incontro.
Come vedi, la prima seduta non è un esame né un interrogatorio, ma una conversazione guidata, empatica e priva di giudizio.
Se desideri iniziare a prenderti cura del tuo benessere emotivo o vuoi chiarire i tuoi dubbi senza impegno: